

Ogni studente è un razzo vettore lanciato verso la vita.
L’Istituto “Fermi” ne è la base di lancio.

Il programma FermiX è svolto in stretta collaborazione con il
Team RocketEmotions e con

PREFAZIONE: Programma sperimentale didattico-scientifico

Metafora
Ogni studente è un razzo vettore lanciato verso la vita.
L’Istituto “Fermi” ne è la base di lancio.
Partecipanti
Il programma FermiX è interdisciplinare. Vi partecipano circa 50 studenti dell’Istituto “Enrico Fermi” di Mantova, appartenenti alle classi III, IV e V del Liceo Scientifico Tecnologico e dei cinque corsi isitituzionali di studio specialistici, assistiti da docenti interni e tutor volontari esterni.
Volunteers
Nel corso dell’intero programma gli studenti e gli insegnanti saranno affiancati da tutor esterni, con provata competenza professionale nel settore aerospaziale. Tali docenti, tutti volontari, sono selezionati dalla Presidenza e rispondono direttamente alla Dirigente.
Obiettivo
Il
progetto denominato K-10 (10 volte mille) ![]()
è
frutto di un accurato lavoro di studio e pianificazione, il
programma didattico-sperimentale FermiX, è finalizzato alla
realizzazione in collaborazione con il Team RocketEmotions, e al
lancio di un razzo sonda (Sounding Rocket) in grado raggiungere la
quota di 10.000 metri. Durante il rientro a caduta libera verranno
effettuati degli esperimenti in ambiente di micro-gravità. Il volo
sarà monitorato mediante telemetria nei suoi parametri principali,
posizione GPS, quota, velocità. La Payload è suddivisa in sezione
esperimenti e sezione navigazione/telemetria. Il sistema è
sviluppato direttamente dagli studenti con l’aiuto dei docenti.
Per raggiungere l’obiettivo finale è necessario operare alcuni lanci test, a quote incrementali per testare il sistema telemetrico, ed affinare le tecniche e competenze necessarie al lancio finale.
IItem
Punti notevoli del progetto didattico sono:
- interdisciplinarietà;
- elevato contenuto scientifico e tecnologico;
- ricerca, sviluppo e sperimentazione;
- problem solving;
- modello organizzativo d’impresa;
- modello di sicurezza avanzato Safety Management System (SMS).
Organizzazione
La struttura si basa su un modello organizzativo articolato in 10 Team: Management; Coordinamento; Comunicazione; Logistica; Liceo Tecnologico; Informatica; Elettronica; Elettrotecnica; Meccanica; Chimica.
Norma principale del progetto:

FASE 1

Ricerca location di lancio con relativa finestra di lancio.
Informazione necessaria per programmare costi e tempistica lavori.
Verifica se è necessario adeguare il progetto alle normative vigenti nel luogo di lancio, ad esempio frequenze di possibile utilizzo per la telemetria ecc. ecc.
Definizione del vettore, verifica con simulazione raggiungimento quota richiesta
Progettazione dei sistemi di bordo sperimentali
Implementazione e verifica teorica delle varie parti dei sistemi di bordo con i sistemi sperimentali ed il vettore.
Stesura elenco analitico componenti e spese necessarie alla conclusione del progetto
Programmazione fasi di lavoro e test statici e dinamici
Ricerca sponsor e fondi necessari alla realizzazione del progetto
FASE 2

Costruzione assemblaggio
Approvvigionamento materiali
Lavorazioni interne e conto terzi
Acquisizione tecnologie per la costruzione e/o lavorazioni
Controllo qualità singolo componente
Test componenti
Installazione componenti
Assemblaggio finale
Verifica assemblo con dati progetto
Simulazione lancio con pesi finali
Controllo spesa e budget
FASE 3

Logistica: organizzazione trasferimenti e permanenza nella “base di lancio”
Organizzazione e trasferimento componenti di lancio
Espletamento eventuali richieste documentazione per il lancio
Assicurazione RC per il programma
Organizzazione squadre a terra con mezzi adatti al recupero Paylod
Lancio: verifica componenti e strumentazione tramite opportuna check list
Verifica motori e posizionamento in rampa
Lancio, telemetria in tempo reale
Recupero: squadre e mezzi ricerca
Analisi post-volo
PROGETTO FASE 1: Progetto SPUTNIK un po’ di storia
L'oggetto spaziale — denominato anche
“Satellite 1957 alfa 2” — era costituito da due semisfere
metalliche. La lega che le componeva era altamente raffinata ed con
una precisa composizione: Alluminio 93,8%, Magnesio, 6% Titanio
0,2%; infatti per questo si chiamava anche AMg6T. Lo spessore delle
due semisfere era di circa 2 mm; quella superiore pesava 5,8 kg
mentre quello inferiore dieci grammi in più.

La saldatura ermetica
era garantita dal fissaggio di 36 bulloni posti ad anello sulla
circonferenza. Il volume interno era riempito con azoto "secco" —
cioè senza vapore acqueo — ad una pressione di 1,3 atmosfere. Questo
gas — estremamente puro — garantiva il mantenimento dell'efficienza
delle batterie chimiche.
L'aspetto esteriore del satellite era
quello di un'unica sfera translucida da cui spuntavano quattro
"appendici": due antenne lunghe 239 cm e l'altre due lunghe 290 cm.
Uno speciale meccanismo a scatto era progettato per dispiegare
l'antenne con un angolo di 35° rispetto all'asse principale
dell'alloggiamento sferico. Il dispositivo si sarebbe attivato dopo
la separazione dal razzo. Il diametro del satellite era di soli
58,42 cm mentre il peso si attestava sui 83,46 kg.
Nell'unico alloggiamento interno c'erano due radio trasmettitori D-200 dalla potenza in uscita di 1 watt. Il primo "lavorava" alla frequenza di 20,005 MHz [megacicli nel 1957]. Il secondo inviava un identico segnale ai 40.002 kHz (40,002 MHz) quando l'altro trasmettitore era in "pausa". La telemetria veniva implementata con una modulazione in frequenza della portante (carrier in gergo). Ai tempi d'oggi potrebbe sembrare una rudimentale, ma efficacie forma di PMW (Pulse-Width Modulation, Modulazione di Larghezza di Impulso).
ll trasmettitore era "accordato" per generare segnali con una lunghezza variabile fra 0,2 e 0,6 secondi.
Un sistema di commutazione faceva in modo che i trasmettitori
lavorassero alternativamente e codificassero sia la temperatura che
la pressione interna. Se c'erano più di 50 °C/meno di 0 oppure una
pressione interna inferiore
a 0,35 kg/cm² (0,34 atmosfere) i
commutatori termici e barometrici avrebbero fatto variare la durata
dei segnali trasmessi. In particolare il primo trasmettitore
avrebbe "spostato" di 0,2 secondi il segnale sui 20,005 MHz e il
secondo
trasmettitore di 0,4 secondi il suo segnale sui 40,002 MHz.
Praticamente la pressione interna veniva codificata dalla durata dell'impulso, invece la temperatura era rappresentata come "distanza" fra gli impulsi.
Un registratore a nastro magnetico a terra registrava le sottoportanti del segnale PMW per una successiva riproduzione ed analisi Il commutatore termico per sicurezza era in doppia copia.
La stabilizzazione spaziale avveniva con la sola rotazione sul proprio asse alla velocità di 7 giri al minuto (un rotazione ogni 8,7 secondi).
Finché il satellite fosse stato attaccato all'ultimo stadio del razzo, era protetto da un dispositivo conico (altezza: 80 cm; apertura: 48°).
Al momento della separazione delle cariche pirotecniche avrebbe fatto saltare la struttura protettiva liberando il satellite in orbita
Sviluppo e realizzazione mini-satellite Sputnik
E’ doveroso spiegare in poche righe le principali motivazioni che hanno spinto a scegliere la riproduzione in miniatura del satellite Sputnik come fase 1 del progetto K-10.
E’ stato realmente il primo Satellite della storia aerospaziale, il sistema di telemetria implementato nel satellite era semplice ed è facilmente riproducibile con costi e conoscenze contenute.
Presenta numerose difficoltà di approccio al progetto, sia dal punto di vista trasmissione segnale in radiofrequenza sia per la parte tecnica, ovvero realizzazione satellite, sistema di lancio o espulsione, sistema di recupero.
Analisi Tecnica mini-satellite Sputnik
Lo Sputnik è necessariamente di forma sferica, realizzato in
fiberglass diametro esterno 12cm con 4 antenne da 40cm con sola
funzione estetica. Il mini-satellite è contenuto all'interno di una
payload ø 5" posizionata in corrispondenza dell’ogiva.
Nell'interno della sfera è contenuta un apparecchiatura per
trasmissione in radiofrequenza che replica esattamente il segnale
radio dello Sputnik-1957.
Sviluppo Progetto: (by Eugenio
Consolo)
Come prima ipotesi si pensato ad un sistema operante a 868,3 Mhz,
con ricevitore dedicato.
Essendo una banda di recente omologazione
e' libera da interferenze e la portata è sufficientemente ampia.
Ulteriori ripensamenti hanno portato alla valutazione che essendo la banda 868 poco utilizzata è ricevibile esclusivamente con ricevitori dedicati poco diffusi al momento.
Successive valutazioni portano a scoprire che
molte persone dispongono di
ricetrasmittenti PMR 446 , (sono quei piccoli palmari con 3Km di
portata dichiarata), di
libero uso costo contenuto (40/50 Euro la
coppia) .
Dunque l'idea è quella di disegnare un trasmettitore su questa banda, scegliendo un determinato canale ed invitare tutti coloro che dispongono di un TRX PMR 446 di mettersi all'ascolto del segnale del satellite in fase di rientro.
Potrebbe essere anche interessante organizzare delle stazioni di radioascolto a diversi Km dal punto di lancio che registrano il segnale dello Sputnik.
Considerata la potenza di circa 500 mW e la notevole quota dell'emettitore, il segnale è ricevibile a molti Km senza l'impiego di complesse antenne direttive e sistemi di puntamento.
Un ulteriore passo interessante potrebbe
rivelarsi l’invito alla retei radioamatori ARI e AMSAT di seguire
il lancio in diretta ed organizzare una sorta di "contest"
accreditando il nominativo che ha registrato il segnale dalla
distanza maggiore.
'antenna trasmittente molto compatta può essere inserita
all'interno della sfera.
Le antenne esterne presenti sulla versione
originale dello Sputnik sono riprodotte con l’ausilio di un tondino
in Teflon da 1,6mm lungo 40cm esclusivamente a scopo ornamentale di
riproduzione.
L'ingombro del trasmettitore, completo di batterie e modulatore, deve rientrare nello spazio disponibile all’interno della sfera, 11,5 cm.
L'alimentazione viene fornita da una cella
LiPo da 3,7 V 600 mAh che con un consumo di circa 450 mA durata
calcolata piu' di un'ora.
Peso totale del satellite completo si attesta a circa 400grammi in
ordine di volo
Leggendo le caratteristiche dello Sputnik 1 si nota che in realtà il
segnale non era un semplice beep-beep, bensì era modulato in
frequenza in base a dei sensori interni.
Il segnale audio da riprodurre e
successivamente inviare nell’etere tramite trasmettitore sarebbe
suscettibile di modulazione tramite 5 canali analogici che rilevano
valori da sensori esterni.
In sostanza si deve emettere una sequenza di 4 impulsi audio a 1500 Hz intervallati di 0.5 secondi. Poi il segnale cambia e si trasforma in uno sweep il cui valore minimo e massimo e' in funzione del valore di due dei sensori esterni.
In questo modo imitiamo a tutti gli effetti il sistema di telemetria originale.
Sviluppo progetto trasmettitore radio Sputnik:
Basamento in FR4 laminato con lamierino ottone da 0,1 mm, diametro 115 mm
- Pausa di 1000 ms
- La sequenza morse di tre caratteri con
tono base a 600 Hz codificato con le lettere S-P-1
- Pausa di 500 ms
- sequenza di 10 sweep da 400 a 750 Hz
della durata di 800 ms
- Pausa di 1000 ms
- Ricomincia dall'inizio
Interruttore di accensione: spinotto
metallico estraibile (Remove before flight)
Batteria a due celle LiPo (7,40 V) da 1050
mAh
Consumo totale : 465 mA
Autonomia in trasmissione: due ore circa
(verificata)
Portata (ottica) verificata con antenna
Yagi direttiva a 4 elementi : 14 Km
Portata con ostacoli (edifici) verificata
con Yagi direttiva : 1,5 Km
Peso in ordine di lancio: 173 grammi

Tracciato simulazione di volo Icaro-5 (by Marchi Mattia)

Tecnica costruzione (by Marchi Umberto / ing Giacomo Bosso)
Sono state analizzate svariate tecniche di costruzione, che meglio si adeguano al nostro programma portandoci alle seguenti conclusioni: due sono le possibili soluzioni, utilizzo di alluminio, o in alternativa utilizzo di materiali esotici del tipo CFK o GFK (compositi). Come facilità di lavorazione, reperibilità, non per ultimo velocità di realizzazione tutto è indirizzato a favore dell’Alluminio. Nel campo dei missili anche di piccole dimensioni numerosi sono i costruttori di Sounding Rocket (missili sonda) o Missili Amatoriali che fanno uso di questo materiale. Un solo neo che reputiamo importante è il discorso della fragilità, intesa come alta possibilità di ammaccature in fase di rientro quindi scarsamente riutilizzabile in seguito, se non dopo opportuni lavori di officina, tutto questo porta ad indicare come favorito una costruzione in materiali compositi
Materiali compositi
La combinazione di due o più’ materiali
diversi in un materiale composito produce oggi materiali e strutture
che trovano applicazioni vaste e sempre più numerose in ambiente
aerospaziale. In alcuni casi il materiale composito viene prodotto
per impartire alla matrice che lo contiene proprietà genericamente
migliori, in molti casi il materiale composito viene progettato in
modo tale che le sue proprietà siano specifiche e volute.
Per meglio comprendere dove voglio indirizzare il discorso è bene
visionare la tabella sottostante che reputo da sola molto
esplicativa e interessante comparare le proprietà meccaniche di
alcune fibre e matrici polimeriche

Fibre di carbonio, aramidiche (tra le quali il Kevlar) o vetro
possiedono modulo elastico (rigidità) o resistenza molto più’
elevati di quello delle matrici polimeriche che andranno a
rinforzare.
L’aggiunta del 50% in volume di fibre
continue di carbonio in una matrice di resina epossidica produrrà
una struttura che, sollecitata a trazione nella direzione secondo la
quale sono disposte le fibre, presenta una rigidità anche di 2 volte
superiore a quella di una struttura in acciaio delle stesse
dimensioni (il modulo elastico del composito può’ raggiungere i 400
GPa, il doppio di quello dell’acciaio che è uguale a 200 GPa), con
una resistenza a rottura 4-5 volte più’ alta. Inoltre, la struttura
realizzata con il composito di fibre di carbonio e resina epossidica
peserà’ circa 4 volte di meno, con chiari vantaggi per tutte quelle
applicazioni nelle quali il comportamento, l’economicità, o la
possibilità stessa di realizzazione di un manufatto dipendono dal
suo peso. La stessa struttura in composito, realizzata pero’
disponendo le fibre in maniera tale che le proprietà del manufatto
siano pressoché indipendenti dalla direzione di applicazione del
carico, avrà’ una rigidità che e’ circa la metà di quella
dell’acciaio, conservando però il notevole vantaggio di pesare circa
4 volte di meno.
Il favorevole rapporto tra prestazioni meccaniche e peso motiva il
sempre più ampio uso dei materiali compositi.
La possibilità di disporre fibre o tessuti di rinforzo nella matrice polimerica in direzioni volute, privilegiando rigidità e resistenze in tali direzioni, costituisce un’opportunità unica di progettazione e realizzazione contemporanee di una struttura, assente per gli altri tipi di materiali.
E così se per irrigidire a flessione una trave di acciaio bisogna
aumentare l’altezza della trave adottando forme e dimensioni
opportune, l’irrigidimento a flessione di una trave in composito può
essere ottenuto disponendo le fibre prescelte, in quantità e
direzioni opportune, nel pezzo senza che sia per questo necessario
variarne forma o dimensioni.
La progettabilità costituisce senz’altro la caratteristica più
"stimolante" di un materiale composito, unico tipo di materiale che
può essere prodotto nella forma definitiva con le proprietà’ volute
senza bisogno di ulteriori lavorazioni o successivi passaggi chimici
Assimilato quanto sopra è doveroso eseguire un reset delle
applicazioni sin ora realizzate con l’uso di tiranti e passanti non
più necessari con strutture in composito.
Lavorando con le resine e modalità più
opportune per la costruzione, si velocizza il lavoro la struttura
risulta leggera ed estremamente resistente agli urti ed agli sforzi
torsionali generati dalle alette di stabilità.
Le ordinate sono applicate mediante uso di collanti strutturali bi
componente prodotti dalle 3M, opportuni fazzoletti di rinforzo sono
applicati radialmente tra ordinata e fusoliera (air frame) con lo
scopo di aumentare la sezione di incollaggio. Fili di roving in
carbonio posizionati radialmente creano un ulteriore zoccolo di
rinforzo.
Con una struttura Full Fiberglass è possibile aprire delle finestre
con dimensioni adeguate al vano strumenti (Avionics-Bay)
semplificando notevolmente la costruzione, e l’accessibilità per la
manutenzione.
Gli sportelli di accesso sono realizzati a tenuta stagna mediante
applicazione di apposita guarnizione in neoprene dove necessario.
Tutte le esperienze ed informazioni tratte
dal ICARO-5 servono ad aumentare le conoscenze, ed esperienze
necessarie per il modello K-10, progetto successivo in attesa di
partenza.
ICARO-5 è il banco prova, il simulatore
reale del progetto
Sezione
Booster
La sezione è lunga 121.92 cm ed è molto
semplice:
. tubo motore da 98 mm lungo 60.96 cm e
supportato da 3 ordinate in G10 da 1/8"
. Avionics-Bay all'interno di un
accoppiatore lungo 30.48 cm

Come si vede nella vista prospettica è previsto di raddoppiare
internamente l'accoppiatore per due motivi:
. fornire una battuta alle due ordinate
interne
. rinforzare l'accoppiatore stesso
Le 3 barre filettate M6 non possono essere estese fino agli anelli
di centraggio per via del poco materiale a disposizione. Non resta
che ancorarle all'ordinate inferiore dell' Avionics- Bay, magari da
raddoppiare in spessore, passando da 1/8" a 1/4" (incollandone due
insieme). Anche in questo caso non sono in grado di valutare, non ho
mai lavorato con G10.
Il dettaglio del posteriore mostra un fermo
motore flangiato tipo Aeropac

Sezione Main
La cellula è configurata per una doppia
espulsione da singolo compartimento.
La sezione main (anch'essa lunga 121.92 cm)
ha due funzioni:
1. ospitare il sistema di recupero
opportunamente organizzato
2. ospitare la sonda Sputnik e il sistema
di espulsione della stessa
Per soddisfare il punto 1. è necessario
configurare la cellula come segue.

Si prevede un tubo da 4" lungo 65.72 cm che contiene il paracadute
principale.
Tale tubo è eccentrico (non concentrico)
rispetto alla cellula da 5".
Questo posizionamento si rende necessario per lasciare spazio alle
due canaline che portano le cariche di apogeo al di sopra del tubo
da 4".
Con un montaggio concentrico (4" in tubo da 5") non c'è lo spazio
fisico per i due Safe Eject (il cui diametro esterno è pari a circa
15 mm).
Da notare.
E’ preferibile tappare il tubo da 4" con
una piccola sezione di accoppiatore.
Il tappo assolve ad una funzione molto importante: evita che i gas di espulsione del Drogue (paracadute di piccolo diametro con funzioni di stabilizzazione espulso all’Apogeo) tornino indietro verso il Main (paracadute principale di frenata espulso a circa 300mt) proteggendolo integralmente dal calore e permettendo di usare solo la polvere necessaria a pressurizzare il piccolo vano del Drogue.
Tale tappo è un accoppiatore con due ordinate interne cui sono
attaccati due U-bolt per parte che scaricano su 4 barre filettate
M6: in questo modo il tappo è scaricato e la trazione passa dagli
U-bolt alle barre filettate, elementi tutti chiaramente
sovradimensionati.
Il tappo non scende nel tubo del principale
perché va in battuta contro un anellino che glielo impedisce.

Integrazione Sputnik / Vettore
Lo sputnik, ovvero i due semigusci in fibra dal diametro esterno
pari a 12 cm, è pizzicato tra due selle.
La sella superiore è ricavata all'interno
della spalla dell'ogiva.

Espulsione Satellite / Sputnik
1- all'apogeo l'ogiva viene espulsa con lo sputnik pizzicato tra i
due semigusci, quello inferiore funziona come pistone:

2- il Drogue rimane vincolato al vettore e al semiguscio inferiore, lo sputnik rimane attaccato all'ogiva mediante ARRD ma dispiega il suo paracadute, le due velocità di discesa sono diverse a seconda della dimensione dei rispettivi paracadute:

3. ad una quota a scelta (o dopo un intervallo di tempo) l'ARRD rilascia lo Sputnik che ha già il suo paracadute aperto; resta da dispiegare quello dell'ogiva che scenderà da sola.

L'elettronica di controllo espulsione dello Sputnik è da allocarsi nell'ogiva così come il paracadute dell'ogiva

COSTRUZIONE
c ICARO-5

Particolare alette

Mini Satellite Sputnik
